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Isola di Dino – Arcomagno

Uno dei gioielli della Calabria è la Riviera dei Cedri, terra dai mille colori e profumi che si affaccia su un invitante mare dalle acque blu cobalto. Da Praia a Mare si prende il largo per andare alla scoperta della piccola isola di fronte alla costa: l’Isola di Dino.

Chi vuole scoprire le bellezze del mare che bagna la costa Calabra e la Riviera dei Cedri, deve visitare la selvaggia Isola di Dino, un’aspra montagna di roccia che emerge dal mare fino a 100 metri di altezza e che nasconde caverne e grotte suggestive bagnate dalle onde.
Chi decide di fare un’escursione all’Isola di Dino, non può perdersi le numerose grotte marine che si aprono tra le rocce. Tra queste le più famose sono la Grotta Azzurra, per l’intenso colore celeste dell’acqua al suo interno, e la Grotte delle Cascate.

Sito a pochi minuti di distanza via mare si trova la spiaggia dell’Arcomagno, posto imperdibile da visitare, raggiungibile anche via terra tramite un sentiero.

Cose imperdibili da fare:

  • Giro in barca nelle grotte dell’isola
  • Visita alla spiaggia dell’Arcomagno
  • Degustare la granita di cedro nella splendida Diamante

Consigli per la Navigazione

In fase di completamento

Stazione ferroviaria di Praia a Mare

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Tropea

La leggenda vuole che il fondatore sia stato Ercole quando, di ritorno dalle Colonne d’Ercole (Spagna), si fermò sulle coste del Sud Italia. Nelle zone limitrofe sono state rinvenute tombe di origine magno-greca.

La storia di Tropea inizia in epoca romana, quando lungo la costa Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano: a sud di Tropea i romani avevano costruito un porto commerciale, vicino l’attuale Santa Domenica, a Formicoli (toponimo derivato da una corruzione di Foro di Ercole), di cui parlano Plinio e Strabone.

Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana (attestato dalla cava di granito che sorge a circa 2 km dall’abitato, nell’attuale comune di Parghelia) sia in epoca bizantina; molti sono i resti lasciati dal bizantini, come la chiesa sul promontorio o le mura cittadine (chiamate appunto “mura di Belisario“). Dopo un lungo assedio, la città fu strappata ai bizantini dai Normanni, sotto i quali prosperò. Tropea continuò a prosperare anche sotto il dominio degli Aragonesi.

(Fonte Wikipedia)

Cose imperdibili da fare:

Passeggiata panoramica dal porto fino alla città

Affacciarsi dalla famosa “balconata”

Visita al santuario dell’Isola

Consigli per la Navigazione

In fase di completamento

Stazione Ferroviaria di Tropea

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Scilla – Chianalea

È un piccolo villaggio di pescatori, che ancora vive dell’antica attività della pesca e che il turismo ha intaccato da poco. Passeggiando per i suoi vicoletti, non è difficile incontrare i pescatori che costruiscono le loro reti da pesca, che riparano le barche o che si apprestano a partire per il mare.

Le case del borgo di Chianalea sembrano sfidare il mare, costruite nell’acqua creano uno spettacolo senza eguali che gli ha attribuito il titolo di uno dei borghi più belli d’Italia.

Le onde del mare fanno da sottofondo musicale alla passeggiata all’interno del borgo, merita una visita il porticciolo dove vengono ancorate al riparo dalle onde le fomose “Spadare” pescherecci unici nel suo genere per la cattura del pesca spada.

Cose imperdibili da fare:

Cena romantica sulle palafitte in uno dei locali del borgo

Passeggiata nel borgo alla sera

Consigli per la Navigazione

In fase di completamento

Il Borgo è a pochi chilometri dall’uscita autostradale (Autostrada del Mediterraneo)

Stazionione ferroviaria di Scilla

 

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Isola di Lipari

“la capitale”. E’ l’isola più grande, la più popolata e collegata con il continente. Il centro della movida è Marina Corta, qui si trovano affollati bar, ristoranti e gelaterie. Conserva ancora il fascino di un vecchio borgo di pescatori, soprattutto salendo verso destra del piccolo Santuario di San Giuseppe e giungendo al piccolo quartiere Sopra la Terra, attraversato da piccoli vicoli e il cui centro è la Piazzetta delle arti e dei mestieri con i suoi murales. Da Marina corta si imbocca Via Garibaldi e si raggiunge Piazza Mazzini, da qui parte la strada che va al Castello, con il suo Sito Archeologico, la Cattedrale e il Museo Eoliano. Il Castello può essere raggiunto anche dalla scalinata che collega via Garibaldi con la Cattedrale. A un quarto di scalinata si snoda il labirintico reticolo dei vicoli di sotto le mura. A ridosso di Piazza Mazzini meritano una visita i vicoli di Sotto Monastero. La via principale è il corso Vittorio Emanuele sempre affollato di turisti e liparoti. Qui, così come in via Garibaldi, è possibile dedicarsi allo shopping e all’assaggio di prodotti tipici. Lasciata la città vecchia ci si può dedicare al resto dell’isola. Partendo da Marina lunga, si raggiunge in direzione nordo, Canneto. E’ il secondo centro abitato dell’isola, con una bella spiaggia, trattorie, bar. Da qui è possibile raggiungere le cave di pomice e Forgia vecchia. La strada principale arriva ad Acquacalda, una graziosa frazione che si estende sulla costa, e sale poi verso Quattropani, dove una deviazione a sinistra porta alla Chiesa Vecchia, da dove si gode di uno splendido panorama su Salina e, nei giorni più limpidi, Filicudi e Alicudi. Un’altra deviazione a destra porta al Caolino, spiazzale ricco di minerali. Da Quattropani si raggiunge poi Pianoconte, territorio coltivato a vigneti. Da qui una strada asfaltata porta alle Terme di San Calogero.  Da Pianoconte si scende verso il centro di Lipari e in pochi minuti si raggiunge il belvedere di Quattrocchi da dove si ammirano i faraglioni e Vulcano. Da Quattrocchi si può raggiungere con un sentiero di 20 minuti la bella spiaggia di Valle Muria. Riprendendo la strada direzione Lipari centro, si incontra la chiesetta dell’Annunziata con la sua particolare scala. Numerose sono le passeggiate che si possono fare sull’isola. Anche la circumnavigazione dell’isola è suggestiva.  Da Marina corta ci si dirige verso sud, dopo aver doppiato Punta Crapazza, si raggiunge la spiaggia di Vinci, dove è possibile fare un bagno con vista sui faraglioni e Vulcano. Si prosegue verso i faraglioni Pietra Lunga e Pietra Menalda, probabilmente i famigerati scogli, causa di numerosi naufragi, di cui la maga Circe parla a Ulisse. Successivamente si giunge al promontorio lavico di Punta del Perciato, un arco naturale di roccia attraverso cui si può passare con una piccola imbarcazione. Di fronte al Perciato si trovano piccoli scogli denominati Le formiche. Doppiata la Punta di Levante, si giunge alla spiaggia di Valle Muria. Dopo Punta delle Fontanelle, coperta in primavera da fiori multicolore, appare lo scoglio Pietra del Bagno,che fronteggia una costa ricca di grotte. Le insenature che si incontrano sul tragitto sono Cala Fico e Punta Palmeto, con spiagge solitarie.  Da qui si può visitare la Grotta del Palmeto e fare un bagno ai Faraglioni le Torricelle. Superata Punta del Legno Nero, si raggiunge prima il centro abitato di Acquacalda e le cave di pomice, di un bianco accecante. Superata la spiaggia della Papesca, si arriva a Canneto. Circumnavigato il monte Rosa, si raggiunge Porto Pignataro e si scorge in lontananza la Rocca del Castello.

Cose imperdibili da fare:

Merita sicuramente un bagno alle cave di pomice.

Consigli per la Navigazione

In fase di completamento

I collegamenti tra le isole Eolie e la terraferma sono garantiti dalle compagnie di navigazione Liberty Lines e Siremar.

 

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Isola di Salina

L’isola verde.  E’ la più grande dopo Lipari. Vanta ben tre comuni ma ha un aspetto più rurale rispetto all’isola principale. E’ stata set del famoso film Il Postino di Massimo Troisi e da sempre incanta i suoi visitatori con il senso di serenità e bellezza che emana. E’ la patria della malvasia che viene prodotto principalmente a Malfa. Sul suo terreno si trovano vaste coltivazioni di capperi. Per lo più la vita si svolge a Santa Marina, è qui il principale scalo per navi e aliscafi (l’altro, più piccolo, è a Rinella), qui si concentra il passeggio serale e sempre qui si trova la maggior parte dei negozi. Qui è possibile visitare la Chiesa settecentesca di Santa Marina e si può raggiungere il villaggio archeologico dell’età del bronzo medio di Portella. Noleggiando un auto o uno scooter o semplicemente prendendo il bus che collega i piccoli comuni dell’isola è possibile raggiungere gli altri paesini. Scendendo verso sud si raggiunge Lingua, piccolo borgo di pescatori. Qui le visite obbligate sono due…anzi tre. La prima è il laghetto con il suo faro, una vecchia salina che si vede dopo il ponte settecentesco del Vallone Zappini (antica mulattiera da poco tempo riportata alla luce). Da vedere poi anche il museo Etnoantropologico dove è stato ricostruito anche l’interno di una casa rurale. Imperdibile infine è il bar di Alfredo dove è possibile assaggiare quella che è  probabilmente la granita più buona di tutto l’arcipelago e che è possibile trovare di tanti gusti differenti… caffè, limone, fragola, gelsi, mandorle, da accompagnare rigorosamente con una buona brioche. Da santa Marina andando verso nord si arriva invece a Malfa. La strada per arrivarci tra vigneti e crepacci digradanti sul mare è già di per sé spettacolare. Malfa è il comune più abitato dell’isola e si appoggia sulla Valle di Giovi che degrada verso il mare. Qui si coltivano i vigneti di malvasia, i capperi e viene prodotta l’uva passa, c’è un piccolo porto, Scario Galera, agibile solo alle barche di poco pescaggio. Il patrono di Malfa è San Lorenzo e bellissimi sono i giochi pirotecnici in suo onore la notte del 10 agosto. Da Malfa la strada supera il monte Porri per raggiungere Pollara, ex cratere con un diametro di più di 1 km. È in questo piccolo villaggio di costituito da poche case sparse che si trova l’abitazione del Postino di Troisi, oggi riconvertito a B&B. La spiaggia di Pollara è probabilmente una delle più belle dell’intero arcipelago. Tornati a Malfa, la strada asfaltata conduce a Leni e Rinella. Leni si estende sull’altopiano tra i due vulcani, Fossa delle Felci e Monte Porri. Rinella si è recentemente sviluppata dal punto di vista turistico, fino a qualche anno fa contava solo poche case di pescatori, lo scalo marittimo e i rifugi  per le barche scavati nel tufo lungo la costa. Nell’isola più verde dell’arcipelago è possibile fare tante passeggiate e gli amanti del trekking potranno sbizzarrirsi: la salita per raggiungere la località Paolonoci, la salita per la fossa delle Felci…  Anche per gli amanti del mare ci sarà da sbizzarrirsi… partendo da Santa Marina si raggiunge Capo Faro e quindi costeggiando i valloni dei picchi vulcanici si passa davanti allo scalo Galera, alla spiaggia dello Scario. Si giunge a Malfa attraverso una costa lussureggiante e in lontananza si scorge la punta del perciato. Si raggiunge la splendida baia di Pollara e il Faraglione. La baia è chiusa dal Filo di Branda, imponenti rocce di color rossiccio a picco sul mare. Superata la Praiola, si raggiunge la grotta di Racina che precede Punta Marcello e Punta Megna. Costeggiando si raggiunge Rinella, la cui costa è punteggiata da grotte scavate nel tufo e dove, in prossimità del porticciolo, si affaccia sul mare una bella villa liberty. Proseguendo, si arriva sotto il monte Fossa delle felci. Più avanti si giunge di fronte al precipizio di Valle del Lupo, alla Punta delle tre pietre  e alla Falconiera. Superata  Punta Grottazza si raggiunge Lingua con il suo faro. Proseguendo si raggiunge il porto di Santa Marina.

Cose imperdibili da fare:

Merita sicuramente vedere il tramonto e fare un tuffo alla bellissima spiaggia di Pollara.

Consigli per la Navigazione

In fase di completamento

I collegamenti tra le isole Eolie e la terraferma sono garantiti dalle compagnie di navigazione Liberty Lines e Siremar.

 

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Isola di Filicudi

L’isola delle tartarughe. Piccola e selvaggia, “diversamente vip”  con molto carattere e diverse attività da svolgere. Filicudi resta impressa negli occhi e nel cuore. E’ attraversata da una strada carrozzabile che collega Filicudi porto con l’interno e il bellissimo borgo di Pecorini mare, oltre che da innumerevoli mulattiere. Un sentiero parte dalla spiaggia di Filicudi porto e raggiunge in circa 15-20 minuti la Montagnola di Capo Graziano dove è presente un sito archeologico risalente all’età del bronzo. E’ possibile scorgere ciò che resta delle capanne costruite con le pietre levigate dal mare e dell’antico villaggio preistorico.  Belle le passeggiate all’interno dell’isola: dal porto inizia un sentiero che in circa 20 minuti porta a Rocca di Ciaule. Da qui un sentiero conduce a Valdichiesa dove si trova la chiesa di Santo Stefano con il suo particolare campanile. Da valdichiesa si può proseguire tramite un altro sentiero fino al villaggio abbandonato di Zucco grande. Qui la maggior parte delle case sono crollate ed è la vegetazione a farla da padrona. Dal villaggio, un altro sentiero conduce all’unica sorgente dell’isola, la funtanedda. Caratteristica è anche la zona di Serro, cui si giunge tramite una strada sterrata che parte da Rocca di Ciaule. Qui alcune grotte sono state trasformate in delle vere e proprie abitazioni. Se bello è l’interno dell’isola, imperdibile è sicuramente il suo mare. Le spiagge sono tutte costituite da ciottoli, piccole e rocciose, la più bella è probabilmente Le punte. Ma è il periplo dell’isola che riserva le principali sorprese. Superato capo graziano, si naviga lungo la spiaggia delle punte e le rocce di Filo di Lorani fino a raggingere Pecorini mare. Si prosegue fino a punta stimpagnato e alle acque verdi delle Grotticelle per giungere poi alla Grotta del bue marino, dove un tempo pare vivesse la foca monaca. La grotta è abbastanza ampia per cui anche le piccole imbarcazioni possono entrare e al suo interno c’è una piccola spiaggetta che sembra fluttuare su acque fluorescenti. Dopo punta Perciato si raggiungono scogli dalle forme particolari, La Canna e Montenassari. Continuando lungo la parte occidentale, impervia e ripida, ricoperta da felci e ginestre, si raggiunge quindi lo scoglio della fortuna, punta Zotta con il suo faro, superato lo scoglio Giafante e Punta dello Zucco grande per raggiungere Valle della fossa e il Monte Guardia e infine il porto. Serve un motivo in più per visitare Filicudi? Eccolo….Menzione a parte merita infatti il Filicudi Wildlife conservation, una associazione no profit che ha come obiettivo lo studio e la conservazione delle popolazioni di cetacei e tartarughe marine alle Eolie. Le loro attività sono molteplici e tra le più belle vi è senz’altro il pronto soccorso tartarughe marine.

Cose imperdibili da fare:

Merita sicuramente una visita il “Filicudi Wildlife Conservation”, e fare snorkeling/immersioni attorno all’isola alla scoperta delle sue bellissime grotte marine.

Consigli per la Navigazione

In fase di completamento

I collegamenti tra le isole Eolie e la terraferma sono garantiti dalle compagnie di navigazione Liberty Lines e Siremar.

 

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Isola di Alicudi

Alicudi è l’isola del silenzio, dell’orizzonte aperto, del mare. Non è per tutti ma resta nel cuore. Pochissimi gli abitanti, poche le strutture. Ma ha un fascino remoto e selvaggio. Sembra ferma nel tempo. Ma è il luogo ideale dove rifugiarsi per provare una vacanza diversa, una vita diversa.  Cosa fare ad Alicudi? Un bagno in un mare limpido e mai affollato anche ad agosto, una passeggiata/arrampicata per le sue mulattiere. Non ci sono strade infatti ma solo mulattiere con scalini di pietra, alla sommità però, vedendo il paesaggio dall’alto , sembra di avere il mondo ai propri piedi. Non ci sono auto, scooter, bici, l’unico mezzo è l’asino. Le viuzze dell’isola non sono illuminate, di notte ci si muove lungo le silenziose mulattiere con le torce. Sono presenti un solo alimentari e due ristoranti. Si può cenare però a casa degli isolani che a rotazione alcune sere della settimana cucinano per i propri ospiti e aprono le porte delle loro case e le loro verande. Ritrovarsi seduti al tavolo con sconosciuti, spesso provenienti anche da realtà lontane è affascinante. Si discute di tutto… quotidianità, viaggi, posti lontani, spesso del desiderio di avere una vita più lenta e autentica.  E’ una esperienza imperdibile. Via terra sono possibili  passeggiate in giornata, la più impegnativa delle quali porta al punto più alto, il Piano filo dell’Arpa (circa 2-3 h dal porto). Interessante è anche il periplo dell’isola, partendo dal porto ci si dirige verso ovest verso Punta Bazzina , zona dove è possibile fare snorkelling e facili immersioni. Si doppia quindi Punta rossa, caratterizzata da una sottile alternanza di sottili colonne di lava, dette Fili, e di Sciare, grandi valloni di detriti lavici. Più avanti si incontra lo Scoglio Galera le cui acque sono ricche di flora e fauna marina e, successivamente,  il vallone della sciara dell’Arpa che parte dalla montagna. Si arriva a Punta Roccazza e da qui in poi sono apprezzabili i terrazzamenti tipici dell’isola. Si raggiunge poi grotta della Palumba e infine lo Scalo vecchio e il Perciatu, un arco di roccia naturale.

Cose imperdibili da fare:

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Consigli per la Navigazione

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Isola di Vulcano

Vulcano è l’isola che colpisce di più l’olfatto per il suo caratteristico odore di zolfo. E’ la più vicina alla costa siciliana e probabilmente una delle più frequentate ma nasconde delle imperdibili “chicche”.  Sono presenti due porti: quello di levante e quello di ponente. Accanto al porto di levante, superato il Faraglione, si trova la pozza dei fanghi per la cura di malattie cutanee, articolari o semplice spa. Subito adiacente ai fanghi si trova la spiaggia dove in mare è possibile trovare delle “fumarole” che fanno ribollire l’acqua…rimanere immersi nell’acqua che ribolle è un’esperienza unica! Proseguendo a piedi si arriva sul versante di ponente alla spiaggia Sabbie nere attrezzata e posta in una bellissima insenatura. Proseguendo ulteriormente si può raggiungere Vulcanello e la valle dei Mostri, dove le rocce, immerse  in un deserto di sabbia nera, hanno assunto forme particolari modellate dal vento e dal mare.  Il MUST TO DO dell’isola è sicuramente la scalata al cratere  dalla cui sommità è possibile godere del panorama su Vulcanello, Lipari e i suoi faraglioni, Salina e poi, nei giorni più limpidi, lo sguardo può abbracciare anche Filicudi e Alicudi a ovest e Panarea e Stromboli a nord est. Vale la pena noleggiare uno scooter per arrivare al Piano, la località dove risiede la maggior parte degli abitanti, e ai punti panoramici vicino al Monte lentia e capo grillo. In barca o anche in scooter è possibile raggiungere anche l’altro versante dell’isola con la sua parte più tranquilla quasi fuori dal tempo, il borgo di Gelso.  Un porticciolo, un vecchio faro abbandonato, una chiesetta e una buona trattoria, un posto semplice e genuino dove è possibile staccare la spina dalla frenesia dei giorni nostri. Poco distante, raggiungibile via mare o affrontando una impervia scalinata, l’appartata spiaggia dell’asino, anch’essa attrezzata. Circumnavigare Vulcano è bellissimo..tanti sono i punti di interesse. Partendo dal porto di Levante si costeggia  la penisola di Vulcanello con la valle dei mostri, superate la spiaggia nera a ponente e il faraglione delle sirene, si incontrano le Cale del formaggio e di Mastro Minico, spiagge solitarie con una costa molto frastagliata. Dopo Punta del Monaco , si scopre una piccola baia cinta dalle rcce a strapiombo del monte Lentia. Siamo quindi arrivati al Bagno delle Vergini, piscina naturale dall’acqua cristallina din bel colore smeraldo. In fondo alla cala si apre la grotta del cavallo, all’interno della quale è possibile fare il bagno tra i giochi di luce del sole. Assolutamente consigliata all’ora del tramonto. si raggiunge quindi il faro vecchio in località Gelso , subito dopo la spiaggia dell’asino e di cannitello. Si supera punta bandiera, punta molo della femmina fino a monte aria, un antico vulcano. Infine punta del Grillo , in cui la colata lavica ha creato una serie di piccole grotte e nel cui tratto di mare si trova una sorgente di acqua calda. Si arriva quindi a punta Luccia e Cala Rossa, superato il cratere della forgia vecchia siamo nuovamente al porto di levante.

Cose imperdibili da fare:

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Isola di Panarea

Panarea è la più piccola delle isole dell’arcipelago ma la più modaiola. Un panorama caratterizzato da una miriade di casette di un bianco accecante danno il benvenuto a chi raggiunge l’isola. Si tratta della contrada principale quella di San Pietro. L’unica spiaggia sabbiosa dell’isola è Cala degli Zimmari, raggiungibile girando a sinistra dopo aver percorso la strada principale. Con 20 minuti di passeggiata si raggiunge l’area di Drautto tra fichi d’india e formazioni rocciose dette “spine”. Da qui comincia il sentiero per Capo Milazzese e Cala Junco. A Capo Milazzese è d’obbligo una sosta al villaggio preistorico. Cala Junco è una delle insenature più belle dell’intero arcipelago: una piscina naturale di acqua trasparente che assume colori diversi in base alla luce e ai raggi solari.  Bellissimo navigare intorno Panarea per gli scogli e gli isolotti che si possono incontrare tutto intorno all’isola. Sicuramente da non perdere Basiluzzo

Cose imperdibili da fare:

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Isola di Stromboli

Stromboli è l’isola più affascinante. Sovrastata da “Iddu”, visibile anche dalla costa calabra, a cui è l’isola più vicina. Piccola ma piena di attività e di buoni ristoranti dove gustare ottime cene. L’attività sicuramente più avvincente è la scalata al cratere, da fare assolutamente con guida autorizzata. Una escursione di circa 3 h che consente di ammirare l’attività eruttiva del vulcano. Merita poi senz’altro ammirare dalla barca, al buio, la sciara del fuoco o raggiungere Ginostra, rigorosamente via mare, per un aperitivo al tramonto. imperdibile poi è una colazione vista mare al bar Ingrid a base di brioche e  granita di gelsi o un altro dei tanti buonissimi gusti. Dal porto si imbocca via Roma , piena di negozietti, si attraversa l’abitato e si giunge alla piazza San Vincenzo, che ospita la chiesa omonima su uno  splendido terrazzo sul mare. Proseguendo lungo la strada si raggiunge prima la casa che ospitò Ingrid Bergman durante le riprese del film Stromboli e poi la chiesa di San Bartolo. Lungo il percorso si aprono tante stradine che conducono al lungomare e vicoletti che consentono di raggiungere la bellissima spiaggia di sabbia nera di Ficogrande. Proseguendo ancora si raggiunge il bellissimo borgo di Piscità, dove una stretta stradina corre tra le casette di un bianco accecante. Alla fine di Piscità si raggiunge una mulattiera che sale fino all’Osservatorio. Bella passeggiata circondati dal cielo, dal mare e dai capperi. Merita sicuramente una menzione Strombolicchio, un isolotto su cui si erge un vecchio faro, un tempo raggiungibile con una scaletta di ferro arrugginita. Attorno a Strombolicchio è possibile fare snorkeling e/o immersioni. Come già accennato è imperdibile Ginostra, al paesino si sale per una ripida mulattiera che passa vicino alla Chiesa di San Vincenzo e alle case bianche molte delle quali disabitate. E’ un rifugio di pace e tranquillità dove è possibile fermarsi per un aperitivo o un pasto in uno dei pochi locali presenti. Come a Panarea e Alicudi, le strade dell’isola non sono illuminate dalla corrente elettrica. Di notte pertanto i vicoletti vengono attraversati con piccole torce, la passeggiata sotto il cielo stellato regala emozioni uniche.

Cose imperdibili da fare:

Merita sicuramente una visita Strombolicchio, un isolotto su cui si erge un vecchio faro, un tempo raggiungibile con una scaletta di ferro arrugginita. Attorno a Strombolicchio è possibile fare snorkeling e/o immersioni.

Consigli per la Navigazione

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